Lo spettacolo When I Sow the Sea del coreografo libanese Ali Chahrour è stato presentato l’11 marzo 2026 al Teatro dell’Arte della Triennale di Milano, all’interno del Fog Performing Arts Festival. La presenza di Chahrour e della sua troupe a Milano non era scontata. La nuova guerra condotta in Libano da Israele ha ridotto i voli da e per Beirut e quindi lasciare la capitale del Libano per gli artisti non è stato facile. Come si è capito da una breve testimonianza prima dell’inizio dello spettacolo, il viaggio è stato in forse fino all’ultimo momento e comunque l’aereo della compagnia spagnola su cui erano imbarcati è partito proprio mentre iniziavano i bombardamenti dell’aviazione israeliana. Ad ogni modo, lo spettacolo è cominciato solo con qualche minuto di ritardo…
Mese: Marzo 2026
Lo spettacolo A Forbidden Distance è una performance audiovisiva di un collettivo composto dai fratelli irano-canadesi Mohammad e Mehdi Mehrabani (Saint Abdullah), il musicista e compositore irlandese Ian McDonnell (Eomac), la video artista e regista di origini italiane e australiane Rebecca Salvadori e l’artista visivo londinese Charlie Hope. È stato presentato l’8 marzo 2026 al Teatro dell’Arte della Triennale di Milano, in occasione della Nona edizione di Fog, il festival di Performing Arts diretto da Umberto Angelini. La composizione è una commissione di Times (The Indipendent Movement for Electronic Scenes) un progetto che ogni anno finanzia opere, residenze e spettacoli dal vivo di artisti che provengono da tutta Europa, promuovendo la collaborazione e lo scambio di esperienze al di là dei confini e delle nazionalità, in un’epoca di sovranismi e tribalismi apparentemente trionfanti.
The Employees di Lukasz Twarkowski, visto al Lac di Lugano il 18 febbraio 2026, pone alcune questioni centrali per il teatro contemporaneo al di là della riuscita o meno dello spettacolo. Quanto innovi o aggiunga alla messa in scena un uso così totalizzante delle tecnologie, il valore di certe esperienze immersive e quali effetti possano avere sul pubblico e, infine, come cambi il ruolo del regista teatrale in operazioni del genere. Infatti molto diverse e opposte sono state le reazioni degli operatori e dei critici che hanno assistito e recensito lo spettacolo, anche se in molti è prevalso un tono cauto, alquanto reticente, come se ci fosse un certo imbarazzo a valutare criticamente quello che è presentato come il nuovo mostro sacro della nuova scena teatrale.
