Si parla di soldi nascosti nelle scarpe, furti di biciclette, banco dei pegni, procedure di insolvenza, di banche che pignorano beni immobili e mobili di pregio, di agricoltori che mettono all’asta gli attrezzi da lavoro, di morti di fame che questuano lavoretti e di ingegneri disposti a fare qualsiasi lavoro, di celebri scrittori disoccupati e di aspiranti musicisti finiti a occuparsi di security, di file di nuovi poveri negli uffici della previdenza sociale e di taciti accordi familiari mirati a rimediare un qualche sussidio. E poiché alla crisi nessuno trova soluzioni, si va in cerca del capro espiatorio e si dichiara guerra all’ancora più povero, al negro, all’ebreo, al diverso, contro cui si levano parole di odio.