Quella sala da ballo, la Gold Room, dell’Overlook Hotel, dal film di Stanley Kubrick “The Shining”, si presenta adesso con due strisce d’oro traverse (da attraversare – tra-vers) a terra, due passerelle di materiale riflettente come la stagnola, fogli di alluminio lucidi e opachi che ci spiegano la metafora degli specchi accartocciati, dove tutto si deforma e fa paura. Immaginifici. E dove è possibile intravedere, oltre il pavimento, il fondo di ogni movimento alterato, scomposto, capovolto, appiattito o allungato. Come danzando con i piedi nell’acqua, ma specchiati nei frammenti delle gocce che saltano in aria.
Lo stesso succede sulle pareti di quella assoluta scatola animata che è la mente, riflettente, una moltiplicazione di forme in ombre scure, che corrono lungo le colonne portanti rincorrendosi, come topi, come insetti, come anime di morti. Entriamo insomma in una girandola di spiriti, gli spiriti però di una festa finita male, in una sala che non è chiusa, seppure interiore, con un via vai di gente e sempre accessibile a chi la invade, ma con strumenti paranormali, di telepatia, chiaroveggenti, parapsicologici (ogni volta modificabile e che si modifica, magmatica) e dove ancora succedono le vite delle persone che non ci sono più, e che sono rimaste. Ossimoro dell’esistenza.
Mese: Luglio 2026
Amate come vi piace. Attenti alla noia. Possono essere questi i due moniti che presiedono le due regie shakespeariane che si succedono a ruota al Teatro Carignano di Torino fino al 12 luglio 2026 per l’ottava edizione della rassegna estiva Prato verde, prodotta dallo Stabile torinese. Come vi piace e Le allegre comari di Windsor, rispettivamente dirette da Giulia Odetto e Marta Cortellazzo Wiel, giovani registe conquistatosi sul campo lo spazio meritato aldilà delle quote.
