Prato Inglese. Al Carignano in scena il dittico shakespeariano

Se sapessi sempre dire quel che mi piace, curerei il mondo

(Shakespeare, Come vi piace)

Amate come vi piace. Attenti alla noia. Possono essere questi i due moniti che presiedono le due regie shakespeariane che si succedono a ruota al Teatro Carignano di Torino fino al 12 luglio 2026 per l’ottava edizione della rassegna estiva Prato verde, prodotta dallo Stabile torinese. Come vi piace e Le allegre comari di Windsor, rispettivamente dirette da Giulia Odetto e Marta Cortellazzo Wiel, giovani registe conquistatosi sul campo lo spazio meritato aldilà delle quote.

Stessa scena di partenza, ovvero un prato verde che riveste il palcoscenico fin sul proscenio, stessa compagnia di dodici interpreti a cui va riconosciuta la duttilità necessaria per affrontare entrambe le commedie senza perdere la rotta.

All’estero è consuetudine ma da noi è assai raro portare in scena spettacoli diversi in contemporanea. Invece qui si assiste al lavoro di squadra di una compagnia coesa che emerge proprio in virtù della coesione. Dove anche i ruoli protagonisti sono sostanzialmente equiparati al collettivo, grazie a una drammaturgia del testo e della scena che investe sulla coralità.

Stessa firma anche per la traduzione e l’adattamento di Diego Pleuteri, direttore junior del teatro, intervenuto nell’operazione fin dall’inizio, collaborando e condividendo la linea registica, con il risultato di una coerente visione globale che non sacrifica il plot ma lo sfronda di alcune scene di insieme, alleggerendo i tempi e permettendo a ciascuna lettura di enucleare il tema portante caro alle registe.

La libertà di amare senza censure in un caso, i contraccolpi che si annidano nei privilegi, nell’altro.

Di qui due ambientazioni distinte che a partire dal medesimo prato verde evocano l’una la foresta di Arden resa con un efficace gioco di corde in cui perdersi e ritrovarsi, nascondersi e poi rivelarsi dietro spoglie non compiacenti ma vere, l’altra le abitazioni borghesi di cui vediamo soltanto le porte, dietro alle quali si consuma senza piacere e si complotta senza successo.

E se In Come vi piace siamo in un tempo sospeso, o meglio un non tempo privo di coordinate, a ribadire la legittimità di un sentimento universale in tutte le sue forme e declinazioni, che si corrobora nell’amicizia amorosa tra Rosalinda e Celia, così diverse eppure indissolubilmente unite e complici, ne Le allegre comari si sceglie invece di far slittare la vicenda in un passato prossimo di cui abbiamo contezza, il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, con gli occhi puntati su una borghesia pasciuta e annoiata, per cui anche l’essere circuiti dal lestofante di turno diventa occasione per interrompere la noia.  

Per questo i ruoli sono tutti spinti sopra le righe, ai limiti della caricatura, grotteschi nella recitazione prodiga di gridolini, smorfie, ammiccamenti, e nei costumi, colbacchi, copricapi piumati, parrucche spudoratamente finte, a parte i due giovani che si amano di un amore sincero.

Non è il caso di rinverdire la trama né di una né dell’altra, entrambe si reggono su meccanismi paradigmatici della commedia degli equivoci, tra inganni, mascheramenti, rivelazioni e aggiustamenti in corso d’opera.

Quello che importa ribadire è che lo sguardo aperto verso classici intramontabili trattati con il dovuto rispetto aldilà dell’adesione strettamente filologica, può aprire nuove possibilità di lettura, renderceli prossimi e farci sentire un po’ meno soli e meno abbandonati.

di Alessandra Bernocco

LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR/di William Shakespeare/traduzione e adattamento Diego Pleuteri/con (in ordine alfabetico) Lorenzo Bartoli, Teresa Castello, Christian di Filippo, Matteo Federici, Iacopo Ferro, Jozef Gjura, Celeste Gugliandolo, Anna Manella, Stefania Medri, Marta Pizzigallo, Michele Schiano di Cola, Marcello Spinetta/regia Marta Cortellazzo Wiel/scene Anna Varaldo/costumi Giovanna Fiorentini/luci Alessandro Verazzi, Andrea Valentini/suono Filippo Conti/assistenti regia Eleonora Bentivoglio, Marcello Spinetta

COME VI PIACE/di William Shakespeare/traduzione e adattamento Diego Pleuteri e Giulia Odetto/con (in ordine alfabetico) Lorenzo Bartoli, Teresa Castello, Christian di Filippo, Matteo Federici, Iacopo Ferro, Jozef Gjura, Celeste Gugliandolo, Anna Manella, Stefania Medri, Marta Pizzigallo, Michele Schiano di Cola, Marcello Spinetta/regia Giulia Odetto/scene Anna Varaldo/costumi Giovanna Fiorentini/luci Alessandro Verazzi, Andrea Valentini/suono Filippo Conti/assistenti regia Eleonora Bentivoglio, Marcello Spinetta