Nel già denso curriculum del giovane regista Giovanni Ortoleva, Mirra di Vittorio Alfieri arriva come naturale conseguenza di un percorso di ricerca dedicato ai miti dell’amore romantico che ha prodotto tra il 2022 e il 2024. Lancillotto e Ginevra, La dodicesima notte (o quello che volete) e La signora delle camelie, trilogia in cui intendeva «ribaltare l’idea dell’amore come forza risolutiva» nell’idea che l’amore possa essere «un fenomeno che non apre alla comunità ma fa sprofondare l’individuo in sé stesso».
Come si colloca Mirra in questo percorso?

Crave, nella traduzione di Barbara Nativi, è andato in scena in prima assoluta nazionale il 10 febbraio 2026 al Teatro delle Passioni di Modena con Leda Kreider, giovane attrice italoamericana, premio Hystrio Mariangela Melato 2025, autodirettasi.
Per lei, una prova coraggiosa e impegnativa. Per il pubblico una fruizione complessa e avvincente. Per l’autrice, un degno tributo, con sentimento.

Emily con il suo romanzo ha voluto scandalizzare i puritani con l’inquietudine e l’angoscia del suo tempo (e poi su un proprio vissuto nero e triste); Fennell, allo stesso modo, vuole inebetire i neo-puritani, ma stavolta con lo strumento voluto di una iper-finzione, di una esagerazione dicotomica (la chiamano fiction), perché il verosimile apparisse finanche delirante.
Non si è trattato quindi di stravolgere l’opera banalizzandola, ma la si è stravolta, sì, in una forma caricaturale, ad effetti speciali, ma perché avesse un nuovo significato eversivo, o forse lo stesso ma per un altro target (ed ecco perché i cinquantenni se ne lamentano).

È Chiara Stoppa l’interprete, ed è davvero fenomenale, strepitosa, seppure con l’aiuto delle altre due attrici molto brave, Elsa Bozzi e Noemi Apuzzo. In questa commedia scura, nera, lei ci fa ridere in maniera quasi liberatoria del suo vivere maldestro, casuale, apparentemente insignificante. Invece così umana e irriducibile. È continuamente lo sprone frenetico a resistere, a saltare, a lottare per la sopravvivenza. A voler vivere. A sostituire quel “vorrei vivere” del testo in un voglio. Vuole. A ogni costo, anche a martellate, destinate a uomini che quelle tre donne le hanno distrutte.

“Send Help” di Sam Raimi, nei cinema italiani da giovedì 29 gennaio, con Rachel McAdams e Dylan O’Brien nei panni dei naufraghi che si trovano sbalzati lontani dalla civiltà in un isolotto al largo della Thailandia dove dovranno dimenticarsi dei confort della vita quotidiana per adattarsi alle meraviglie e alle asperità della natura.