Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni/Ululano ancora le Nereidi obbligate in questo mare/E in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte/Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine.
(Giovanni Pascoli)
Avete presente i Bronzi di Riace? Quelle statue rinvenute cinquantatré anni fa nel mare di Reggio Calabria? Quei due giovani guerrieri a dimensione naturale con tutte le grazie in bellavista, barba, pettorali scolpiti da fare invidia al David di Michelangelo e tutto quello che occorre, a parte certe sporgenze in stand by, pudicamente evocate in scala ridotta? Bene. Potete ammirarli a Nemi, a pochi metri dal lago vulcanico più alto dei Castelli Romani, e godervi un po’ di frescura tra i boschi di una splendida azienda agricola che è riuscita a inventarsi un teatro con tanto di stagione.
Parliamo del Teatro di Paglia e della rassegna diretta da Manuela Mandracchia e Fabio Cocifoglia, organizzata dall’Azienda agricola Il Nemus, un’esperienza virtuosa che fa parte di un più ampio progetto altrettanto virtuoso che è la Rete dei Teatri di Paglia, diffusa in tutta Italia e nata nel 2011 in seguito al successo del primo Teatro nato nel 2003 a Rendola, un paesino toscano sui colli aretini nel comune di Montevarchi, da un format di Nicholas Bawtree.
Starete comodamente seduti, garantisco, su apposite balle di paglia disposte in un anfiteatro naturale, nel silenzio assoluto della sera che cala, a mano a mano che la visita guidata ai celebri bronzi procede.
D’accordo, si gioca ma nemmeno poi tanto. Perché il suggerimento è vivissimo e la bellezza incontaminata del luogo vale la trasferta. Se poi è corroborata dalla visione di uno spettacolo cult come Il custode, una chicca nel repertorio di Paolo Triestino, a maggiore ragione.
Si tratta di un monologo scritto da Antonio Lauro quasi trent’anni fa, nato da una suggestione di Paolo Triestino che tra una piazza e l’altra della tournée, si era trovato da solo dentro il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Lui solo in visita ai bronzi. Solitario visitatore di fronte alla meraviglia. Che tristezza. Di fronte alla meraviglia non c’era nessuno.
Nessuno, a parte il custode. Triste anche lui, insieme alle sue belle speranze andate in frantumi, una volta scemati i primi entusiasmi che avevano reso la sua città un’attrattiva turistica, meta persino di cultori giapponesi in cerca di storia.
Ma ormai tutto pareva finito, boicottato, riconsegnato al grigiore della vita di prima: il paesaggio reggino abbandonato all’incuria, il degrado diffuso, le vetrine rotte dei negozi del corso, avvertimenti in codice da parte dell’ ‘ndrangheta. Tutto era di nuovo lì a raccontare lo svilimento di una terra bellissima, con il mare (e nonostante il mare) che urla e non smette di farsi sentire.
Al custode non resta che intrattenere rapporti coi due guerrieri che aspettano, non resta che animarli di strampalati discorsi, di confidare loro rinnovate passioni e subitanee pene d’amore, di accusarli di essere la causa prima del suo mancato riscatto, un trasferimento al nord andato a monte quando scelse di custodirli. Immaginate la rabbia del povero uomo adesso. Inconsolabile nonostante uno dei due gli faccia l’occhiolino.
Tutto questo è confluito nel testo di Lauro, costruito a due teste se non proprio a quattro mani, che gira con successo da circa trent’anni, ospite di festival in giro per l’Italia a dispetto della lingua, impervia e piena di risonanze che Triestino restituisce con il puntiglio che gli si confà.
(Ricordo a chi non lo avesse visto che quando interpretò il tuttofare russo in Ben Hur, testo scritto da Gianni Clementi nel 2003, prese lezioni di russo perché doveva cantare una canzoncina. Così, a onore di cronaca e memoria).
Insomma, con Il custode si ride, ci si commuove e indigna e vale la pena non perderlo, come non è da perdere almeno una puntatina a Teatri di Paglia, un’esperienza sensoriale nel teatro e nella natura, e anche di più: vi suggerisco di assaggiare il cocktail alla rosa realizzato con le rose selvatiche appositamente coltivate, un’estasi di sapore che non si dimentica.
L’appuntamento con Il custode è per sabato 19 luglio ore 21 ma il cartellone, inaugurato il 20 giugno da Davide Enia con il monologo Roberto Baggio, prosegue, tra teatro e musica fino al 30 agosto come segue: 24 luglio, Le Swingeresse in concerto; 26 luglio Sonia Barbadoro e Lorenzo Acquaviva in Frattaglie da Stefano Benni; 2 agosto Manuela Mandracchia e Fabio Cocifoglia con Pinocchio.Zero; 9 agosto Giorgio Lupano, Cristian Giammarini e Luigi Saravo con un’originale rilettura di Jekillil e Hyde; 28 agosto Daniela Di Renzo, Eleonora Giosuè, Emiliano Begni, Roberto Boarini con Nina tra le corde dell’altalena, omaggio a Fabrizio De Andrè, 30 agosto Marco Simeoli e Daniele Derogatis con E non sta bene.
TEATRO DI PAGLIA – c/o Azienda agricola Il Nemus via delle Navi Romane snc NEMI – info e prenotazioni 3476739245
